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Cosa significa essere un paziente parodontale oggi?

Molto spesso mi trovo a dover spiegare ai miei pazienti più impegnativi il motivo di tanti appuntamenti e di tante terapie e a volte anche perché sia necessario ripeterle periodicamente.
Alcuni di loro faticano a trovare il senso di quello che facciamo e ad accettare l’importanza della continuità.
Voglio provare a spiegare cosa c’è dietro la definizione di “paziente parodontopatico o parodontale“.
Si tratta di un problema che coinvolge i tessuti di sostegno del dente (osso, legamento alveolare, cemento e gengiva), e che quindi non dà segnali chiari e precoci come fa per esempio la carie.
E’ una patologia subdola che lascia a tutti il tempo di abituarsi a un equilibrio dinamico e patologico in cui il paziente non avverte dei disturbi acuti, se non raramente, e gradualmente si abitua a convivere con una “sensazione” di patologia gengivale che si fa più intensa in alcuni periodi e più sfumata in altri.
Questo è il primo vero motivo per cui i pazienti parodontali arrivano in ritardo dal dentista, quando già ci sono dei danni concreti e ben consolidati; si tratta a questo punto di fare il primo vero salto di qualità: quello della consapevolezza!
Il paziente deve prendere coscienza della sua situazione e affrontarla insieme al parodontologo per evitare la perdita di un numero di denti non perfettamente prevedibile.
Il secondo salto di qualità sarà quello della continuità.
Purtroppo la malattia parodontale non va incontro a guarigione definitiva dopo le cure, nel senso che richiede, anche nel migliore dei casi, un controllo periodico e puntuale della situazione raggiunta dopo la terapia, cercando di mantenere il più a lungo possibile i risultati faticosamente raggiunti.
Questo fatto potrebbe scoraggiare gli individui più incostanti e meno predisposti a prendersi cura di sé senza avere un orizzonte temporale.
E’ fondamentale invece che ci si concentri sulla nuova e piacevole sensazione di benessere gengivale e percezione di salute orale per cambiare totalmente atteggiamento e passare dal soggettivo fastidio di doversi occupare di un problema alla soddisfazione di essere capaci di rimanere sani e con i denti saldi e salvi il più a lungo possibile.
Ci sono persone che avranno bisogno di essere riviste e mantenute molto spesso da parte dell’igienista o del parodontologo, e che dovranno diventare dei veri maestri nell’uso degli strumenti da igiene orale per mantenere denti e impianti in bocca ancora a lungo.
Altrimenti che succede???
Mi pesa molto dirlo, perché significa ammettere che talvolta le cose vanno storte, ma quando i pazienti parodontali non si affidano completamente e non instaurano un rapporto di collaborazione efficace sono i primi a rimetterci perché le loro tasche, la mobilità dei denti, il sanguinamento gengivale e quindi il loro stato infiammatorio generale non si risolveranno e li costringeranno a terapie più complicate, più lunghe e frequenti e quindi più costose.
Dr. Rossi