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Dentista e paziente, la giusta cura passa per l’empatia

Quando dobbiamo presentare una terapia complicata amiamo far percepire ai nostri pazienti che comprendiamo i loro timori e le loro aspettative proprio come in altri momenti siamo noi a nutrire sentimenti che vanno compresi e se possibile assecondati.
Far sentire, inoltre, che il costo di una terapia comprende la costruzione di elementi non solo tecnici ma anche emotivi può essere importante e dare una spiegazione indiretta a chi si chiede “perché il dentista sia cosi costoso”; arrivare a effettuare prestazioni complesse nel rispetto di chi si ha di fronte richiede percorsi di formazione lunghi e complessi, investendo ad occhi chiusi su sè stessi.

Guardandomi intorno mi rendo conto che la maggior parte delle nuove relazioni nascono perché le persone senza volerlo, a volte senza neanche accorgersene, raccontano una storia di sé che affascina gli altri. Questo è il seme che fa germogliare il meraviglioso fiore della conoscenza reciproca e delle futura collaborazione.

Quando svolgiamo la nostra professione come nel tempo libero o in famiglia ci portiamo dietro tutto quello che siamo e questo caratterizza il nostro modo di stare al mondo; il nostro modo di parlare, di pensare a cosa dire, di cercare le parole e il modo giusto per esprimere un concetto a una persona che non ci conosce derivano dalla strada che abbiamo fatto per arrivare a quel giorno.
Ognuno di noi è quello che è perché mentre cresceva e si formava incontrava altri esseri umani con cui faceva esperienze e senza accorgersene la propria testa e il proprio cuore sono rimasti impressionati da quello che accadeva strada facendo.
Questo può essere un peso, ma se correttamente metabolizzato, può essere il meccanismo che ci rende avvicinabili.
I nostri pazienti, infatti, amano il fatto di sentirsi umanamente vicini a noi, di sentire che anche noi abbiamo e viviamo come loro sentimenti contrastanti di paura e fiducia, di ottimismo e delusione, di chiarezza e confusione.

Siamo sicuri che se riusciamo a comunicare questo a chi ci conosce per la prima volta in una prima visita, riusciremo a lavorare affiancati dai nostri pazienti, senza apparenti barriere.