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Prima visita? I trucchi per cominciare con il piede giusto

Durante la prima visita odontoiatrica si approccia un nuovo caso alla poltrona ed è quindi molto importante cominciare con il piede giusto: ma cosa significa?

Solitamente i pazienti che si rivolgono a noi lo fanno per una emergenza o per una richiesta allo specialista; per noi non dovrebbe fare differenza!
Dovremo quindi curare i due aspetti, quello strettamente dentale e quello della relazione con il nuovo paziente che dovrà entrare il prima possibile in un clima di operosa collaborazione con noi clinici.

Ma come avviene questa alchimia?

Prima di tutto è indispensabile rendere il nostro interlocutore in grado di comprendere e vedere quello che vediamo noi lasciando poco spazio alla sua immaginazione e mettendolo di fronte a immagini e radiografie in cui il problema o la richiesta siano visibili in maniera obiettiva. Solo così arriveremo a parlare “la stessa lingua”, passo fondamentale per la piena soddisfazione alla fine del trattamento.
Si comincerà con un set di fotografie intra ed extra orali che oltre a prendere il dente o i denti coinvolti dalla patologia in atto, allargheranno il quadro anche al viso in cui si inseriscono e permetteranno al paziente, al clinico e all’odontotecnico di vedere in bocca le stesse cose.
Solo analizzando bene in fotografia il punto di partenza sarà possibile rivolgere le giuste richieste ed avere delle aspettative verosimili nei confronti del piano terapeutico. Sembra incredibile ma a volte ci si dimentica di come si è partiti!
Successivamente si passa agli esami radiografici e alla presa dell’impronta.
La radiografia permette di vedere quello che a occhio nudo non è evidente, mostrando i rapporti tra le radici dei denti e l’osso che le contiene, con eventuali problemi parodontali, mostra la presenza di granulomi intorno alle radici dei denti se ci sono problemi endodontici, e mostra lo stato di salute dei precedenti lavori odontoiatrici: senza vedere una radiografia la diagnosi rimane un atto di presunzione.
Dalle impronte prese in prima visita si costruiscono dei modelli, validi per mettere le arcate in relazione tra di loro nella maniera più vicina possibile alla realtà e questo permetterà di attestare precisamente il punto di partenza e di comprendere nella dinamica della masticazione cosa accade in bocca e cosa andrebbe corretto.
Da questi 3 semplici primi passi si parte per un percorso terapeutico chiaro e condiviso, in cui finalmente anche i nostri pazienti potranno comprendere cosa gli sta succedendo e seguire le tappe della terapia.