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Teo e la nuvola

Lavoro da tanti anni, ahimè più di 20,di cose strane ne sono accadute tante ma ancora non mi era successo di dover insistere per far alzare un paziente dalla poltrona.
Era venerdì pomeriggio, Teo (nome di fantasia) era l’ultimo paziente della settimana. Otto anni, un viso tondo e due occhi azzurri profondi che tra pochi anni faranno danni.. Una devitalizzazione e una ricostruzione di un dente da latte da fare velocemente che il dente ed il suo ospite devono partire per le vacanze. Mentre lavoro, come al solito spiego quello che che sto facendo, sono abituata ad usare il
tono della voce basso, avvolgente per far stare il
mio paziente in un mondo un po’ ovattato. Lo rassicuro che saremo veloci e lui mi risponde qualcosa che mi sembra simile a “denti”. Non si capisce bene quello che sta dicendo perché ha la diga di gomma davanti alla bocca ed inizia il solito quiz con la mitica Giorgia, la nostra assistente esperta a decodificare il
linguaggio “nascosto” dei nostri pazienti. Teo continua a dire la sua, e noi continuiamo
a non capire. Anche il papà insiste nel pensare che la parola sia “denti”.
A volte il cervello mette delle barriere alla comprensione di alcuni fatti perché è abituato a percorre strade già conosciute. Chi poteva pensare che un bambino di 8 anni, sdraiato sulla poltrona del dentista con la bocca aperta, la diga di gomma montata non volesse che noi fossimo “veloci” ma preferisse che fossimo “lenti”. LENTI non denti come credevamo di sentire noi!!
Quando la cura è finita ci ha chiesto di rimanere ancora a respirare l’aria magica che lo ha fatto stare rilassato, come su una nuvola!! Non voleva che gli togliessimo
la mascherina magica che mi aveva chiesto subito, già la prima volta che lo avevo visitato. Forse l’aveva vista in un cartone animato e voleva essere certo che nel nostro studio avessimo
la macchina che fa respirare un’aria mista di ossigeno e azoto (la famosa sedazione cosciente).
Mentre controllavo i suoi denti e contavo le innumerevoli carie che aveva lui era felicissimo e non vedeva
l’ora di tornare ed iniziare le cure.
Oggi Teo ha la sua mascherina personale e la certezza di trovare la sua nuvola ad accoglierlo mentre noi pensiamo a curare i suoi denti in allegria!