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La chirurgia guidata nella riabilitazione implantare

Cosa davvero sta segnando l’approccio medico-chirurgico degli ultimi anni? La ricerca della “mini-invasività”!
Questo obiettivo sta convogliando gli sforzi di clinici e ricercatori verso un approccio chirurgico che comporti il minimo indispensabile in termini di traumi e di disagio postoperatorio.
Nessuno oggi è disposto a pagare un prezzo troppo alto per aver subito una terapia chirurgica; questo ha portato il chirurgo a dover mettere a punto delle tecniche che consentono di raggiungere risultati clinici funzionali ed estetici di alto livello senza costringere i propri pazienti a doversi chiudere dentro casa per giorni se non per settimane come era obbligatorio una volta.
La differenza sostanziale tra uno studio professionale e un altro sta oggi proprio nella capacità di proporre soluzioni attuali utilizzando al meglio la tecnologia disponibile.<!–more–>
La chirurgia implantare assistita dal computer risponde perfettamente a questo requisito e consente di effettuare riabilitazioni molto complesse riducendo al minimo le conseguenze tipiche della terapia chirurgica.
Personalmente, dopo un lungo percorso di pratica implantare, mi rendo conto che da quando adotto la “chirurgia guidata assistita dal computer” tutto è cambiato: il tipo di approccio, la durata della seduta, la partecipazione del paziente, il rapporto stesso che il paziente ha con me dopo la seduta.
Intanto tutto inizia con una programmazione virtuale dell’implanto-protesi, del tutto innocua, che rende possibile a me la corretta e precisa pianificazione dell’inserimento degli impianti e al paziente la visualizzazione del risultato finale.
Tramite un programma dedicato, si inseriscono virtualmente al computer gli impianti necessari all’interno della compagine ossea fornita dall’esame radiografico, e così si possono scegliere gli impianti con le caratteristiche più adatte alla zona da riabilitare.
Facendo un lavoro amano libera con la tecnica tradizionale ci si deve tenere sempre al di sotto di un certo margine di sicurezza e perciò le dimensioni implantari possono risultare minori di quelle effetivamente possibili.
Se si programma il lavoro al computer, invece, si riesce a sfruttare tutto il tessuto a disposizione e a raggiungere l’ottimizzazione dei rapporti tra osso e impianti e tra arcate dentarie e protesi.
Grazie alla sovrapposizione virtuale della radiografia con un modello dell’arcata, poi, si inseriscono le informazioni relative alla protesi già preparata dal laboratorio odontotecnico, in modo che il chirurgo possa prevedere una posizione degli impianti in linea con la posizione desiderata dei denti di protesi.
Questo è il vero “uovo di Colombo, nel senso che mentre con la tecnica tradizionale si posizionano gli impianti e si cerca di fare il possibile con la protesi, andando a correggere con l’abilità odontotecnica eventuali discrepanze tra la posizione degli impianti e le esigenze estetiche, con questa tecnica di chirurgia implantare assistita dal computer si ha un approccio globale ed è possibile una programmazione contemporanea e organica del lavoro protesico su dei pilastri implantari perfettamente funzionali.
Quando il paziente si siede alla poltrona tutto quello che rimane da fare è inserire gli impianti guidati dalla mascherina chirurgica realizzata sulla base della precisione della tac e poi collegare agli impianti la protesi precedentemente preparata dal laboratorio odontotecnico.

FASE PRE OPERATORIA

In queste immagini preoperatorie si evidenzia lo stato del gruppo frontale con dei residui radicolari da estrarre. (in alcuni casi, come questo, è possibile inserire gli impianti il giorno stesso delle estrazioni).

FASE PRE OPERATORIA

In queste immagini preoperatorie si evidenzia lo stato del gruppo frontale con dei residui radicolari da estrarre. (in alcuni casi, come questo, è possibile inserire gli impianti il giorno stesso delle estrazioni).

MASCHERINA CHIRURGICA

In questa immagine si osserva la mascherina chirurgica con i fori guida per le frese che permetterà l’inserimento funzionale degli impianti.

PONTE PROVVISORIO

Il ponte provvisorio posizionato immediatamente dopo la chirurgia permetterà al paziente di riprendere una normale vita di relazione.

RADIOGRAFICA POSTOPERATORIA

La radiografia postoperatoria evidenzia il perfetto parallelismo degli impianti inseriti. (una delle cose che permette di controllare la chirurgia guidata è proprio la divergenza nei tre piani dello spazio degli impianti da inserire.